Libertà sessuale: quello che NON volevamo.

libertà sessuale: quello che non volevamo

 

 

Parto da due dati e una riflessione semiseria.

I dati
  • Una donna su due prova il Sex Blues che non è il frustino dell’ultimo grido ma quella sensazione di tristezza che ti assale dopo l’orgasmo.
  • Sempre più donne soffrono di dispaurenia, lo so, nome terribile che sta ad indicare il dolore durante il rapporto sessuale.

 

La riflessione semiseria

Personalmente, non conosco donna single che non sia disperata di essere tale. Ad ogni serata scruta il papabile favorito mentre lui è al buffet ignaro dell’asteroide che lo colpirà a breve; lei cerca disperatamente quel principe azzurro rimasto incastrato chissà dove, magari in un’altra vagina. Incastrato nel vero senso della parola perché, una volta che l’ha acchiappato, chi lo molla più? Non conosco quarantenne che non si informi su come congelare gli ovuli e, una volta appreso di quanto sia costoso, comincia ad elaborare le strategie più diaboliche per essere “impollinata”. Di fronte a questo sconfortante scenario, mi siedo sulla cupola di San Pietro, nella mia dimensione onirica, e mi chiedo: «Ma non volevamo il sesso libero?», incrocio le gambe e continuo: «Vuoi vedere che abbiamo fatto un casino, lottato per fare sesso dove, quando e soprattutto con chi ci pare ma alla fine vogliamo sempre e solo un uomo che ci ami e dei figli da amare?». Sospiro: «Una famiglia. Proprio come le nostre nonne».

 

Libertà sessuale e cioccolata

Detto questo, cerco di essere seria per due righe: la libertà sessuale era una cosa (e non l’unica) che non avevamo. È giusto avere lottato per ottenerla ed io mi commuovo ogni volta di fronte a quelle donne grazie alle quali oggi posso sentirmi libera. Ma una volta ottenuta, devi sapere come usarla la libertà. È come quando da bambina non ti facevano mangiare la cioccolata e la scopri d’improvviso: ha quel sapore che ti manda in estesi, quel retrogusto folle… ne mangi tantissima, troppa, tanto da non riuscire a distinguerne più il sapore. E quando l’hai finita non sei felice ma provi nausea e un senso di insoddisfazione. Ecco, la libertà sessuale è come 10 chili di cioccolata.

 

La libertà sessuale: quello che NON volevamo

 

Libere e disinibite?

Per avallare la mia tesi mi incontro con Terry Bruno, stimata psicoterapeuta e sessuologa e lei, con mio enorme sollievo, mi conferma: «Per le donne, sentirsi paritarie nel campo sessuale è importante e così tendono a distaccarsi dall’emotività, facendo venir meno quella sensazione meravigliosa del fare l’amore». Fin qui, niente di grave, in fondo, come diceva Woody Allen “L’amore è la risposta, ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande”. Il problema è un altro: il sesso tout court probabilmente non ci interessa. Secondo uno studio dell’Istituto di Sessuologia Clinica, nel rapporto Friends with Benefits (Amici che fanno sesso) l’81.1% degli uomini ritiene che si possa mantenere intatta l’amicizia dopo aver avuto rapporti sessuali, mentre le donne preferirebbero associare il sesso a una stabilità e all’esclusività. Insomma, iniziamo delle relazioni sentendoci fighe, disinibite, inebriate da quella libertà del sesso senza impegno ma poi arriviamo alla voglia di qualcosa di più stabile, di una relazione, di un sentimento.

La libertà sessuale: quello che NON volevamo

 

 

Libertà sessuale baby

Ma perché? Mi chiedo mentre affondo il cucchiaino nel cappuccino di soia. «Ci sono tante ipotesi» dice Terry ma ancora non è stata individuata una causa certa. Probabilmente è un mix di fattori culturali, genetici, ancestrali». È sull’ancestrale che mi soffermo mentre torno a casa.  Giungo alla conclusione che la libertà sessuale sia troppo giovane rispetto alla storia millenaria dell’uomo, anzi della donna. In fondo, cosa è mezzo secolo rispetto a duemila anni? Dobbiamo ancora assimilarla, elaborarla, metabolizzarla; e così, ci ritroviamo sedute su qualcosa che non sappiamo gestire, tra le nostre mille indecisioni. Ma non disperiamo: «Negli ultimi tempi stiamo assistendo a un cambiamento da parte degli uomini» mi ha detto la sessuologa, «anche loro stanno provando più piacere a fare sesso con sentimento piuttosto che fine a sé stesso».

Benvenuti nel club miei cari…

Leggi anche “Sesso, oggi ne facciamo tanto e con chi ci pare. E’ quello che volevamo?” 

 

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31 Responses

    In sintesi, l’uomo oggi è meno egoista e più attento alle esigenze della compagna che ha vicino. La libertà sessuale, voluta giustamente dalla donna, ha migliorato oltre al piacere in sè anche i sentimenti dell’uomo. Sei forte, come forti e chiari sono gli argomenti da te affrontati. grazie ciao

    In sintesi mi sembra un parolone ad ogni modo è un’ottima riflessione, e secondo la mia personale opinione dovuta più a fattori culturali che ad altro.
    E ti dirò di più, una delle sue possibili sfaccettature è rappresentata a mio avviso dalla (rarissima) libertà sessuale di coppia.
    Utopia? Sicuramente.
    Chi di noi donne si sente veramente libera dal punto di vista sessuale col proprio partner?
    Il sesso è pur sempre un piacere, un’emozione, un possibile ingrediente che fa e deve fare la differenza anche in un rapporto di coppia.
    Rinunciare alla propria libertà, anche sessuale, deve valerne la pena, al punto tale che trovata davvero “l’altra metà della mela”, la vera conquista è di non averla mai persa.

      Hai fatto una riflessione molto acuta Enrica! Questo è uno dei grandi problemi che attanaglia le coppie: non potersi esprimere sessualmente come vorrebbero per paura di essere reciprocamente giudicati. E, purtroppo, per poterlo fare si ricorre agli amanti.

    Forse il ritorno alle origini, è la chiave giusta. Il sesso che assume la dimensione della trascendenza. Dal Tantra alla cultura Cristiana, la dimensione metafisica porta all’estasi. Forse in fondo in fondo dovremo ripartire dalle origini.

    Hai detto bene secondo me quando citi fattori culturali, genetici, ancestrali… e la sfida del nuovo millennio probabilmente sarà quella di staccarsi da tutto ciò che ci portiamo in un certo senso dietro come un fardello, di cui vogliamo liberarci ma di colpo risulta difficile, soprattutto per le donne…il cui ruolo fino all’altro ieri era “procreare” e di “sesso a scopo ricreativo” era tabu parlarne…. penso sia fondamentale avere una filosofia più orientaleggiante, che parla di chakra… di energie in gioco, di risveglio del terzo occhio… ecco in questo contesto forse le donne potrebbero superare meglio eventuali residui di una cultura “giudeo-cristiana” basata sul peccato… a volte come dici esserci stati dentro per secoli e quasi due millenni… può creare un archetipo pesante, che va a gravare nell’inconscio collettivo…

      credo tu abbia ragione, potrebbe essere un modo per uscirne ma purtroppo mi sembra di difficile attuazione, tu non credi?

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